DANSAEKHWA WITH LEE UFAN

Siamo lieti di annunciare l’inaugurazione della mostra Dansaekhwa with Lee Ufan, un’importante installazione site-specific composta da nuove opere del maestro coreano. Organizzata parallelamente a Dansaekhwa, come parte dell’evento collaterale ufficiale della 56. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia, Dansaekhwa with Lee Ufan è curata da Yongwoo Lee e organizzata da Fondation Boghossian con Kukje Gallery, Seoul e Tina Kim Gallery, New York. Celebrato a livello internazionale per il suo rigore intellettuale e formale, Lee Ufan presenta sculture e pitture inedite al piano terra di Palazzo Contarini Polignac. Create appositamente per Venezia, queste cinque nuove opere site-specific, allestite singolarmente, proseguono la costante indagine dell’artista sulla relazione tra dipinto e non-dipinto, tra spazio pieno e spazio vuoto. Ogni lavoro è stato allestito singolarmente in una sala al piano terra del palazzo. Costituito dalle celebri installazioni di roccia e da un quadro della Dialogue series, l’insieme dei lavori immerge il visitatore in uno spazio che è allo stesso tempo inviolato e occupato, riflettendo il confine sottile tra il fare e il non-fare, tratto distintivo della continua pratica dell’artista.

Lee Ufan così commenta questa nuova produzione: “Volevo ampliare l’idea di espressione, non attraverso l’atto di creare qualcosa dal niente, ma piuttosto manipolando sottilmente le cose già esistenti in modo da conferire loro un impatto maggiore.” La mostra pone l’accento più sul concetto di ‘allusione’ che su quello di ‘intervento’ riflettendo i paradigmi filosofici ed estetici che caratterizzano la sua pratica artistica in quanto protagonista fondamentale del movimento Mono-ha sin dalla fine degli anni Sessanta. Le installazioni possono essere considerate secondo quegli schemi che hanno origine nell’interesse di Mono-ha per la dinamica tra elementi artistici e spazi circostanti e che culminano nella ricerca di Lee Ufan sulla relazione tra materiali e percezione.

Allestita contestualmente all’importante e accurata presentazione di Dansaekhwa, mostrando il lavoro di Lee Ufan al fianco dei colleghi coreani, l’esposizione presenta un quadro storico fondamentale per esplorare sia Dansaekhwa che Mono-ha; due movimenti artistici fondamentali. La mostra permetterà al visitatore di scoprire le numerose tendenze incrociate che si svilupparono a livello internazionale, a partire dagli inizi fino alla metà degli anni Settanta. Lee Ufan è stato un importante elemento di tramite tra i colleghi coreani e quelli del Giappone, sua terra adottiva, dando ispirazione a molti artisti del primo Dansaekhwa. La sua filosofia e il lavoro esposto in questa mostra rispecchiano molti temi del movimento Dansaekhwa, come la processualità, l’azione fisica e l’importanza di ripetizione e ritmo. 

La mostra si apre con installazioni formate da pietra e ghiaia, seguite da una combinazione dei due materiali, per finire con uno statement conclusivo espresso in un piccolo ma potente dipinto tratto dalla serie Dialogue. Questo contesto concettuale coinvolge lo spettatore in un viaggio delicatamente coreografato, segnato da una graduale acquisizione di esperienze. Definito da questi ambienti contigui, l’incontro fisico con lo spazio suggerisce allo spettatore il processo artistico stesso del maestro coreano.