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Comunicato Stampa

Dansaekhwa
Evento Collaterale della 56. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia

08.05.15 –15.08.15

Preview: 6 - 7 maggio, h. 10 - 18
Inaugurazione: 8 maggio
Location: Palazzo Contarini-Polignac 874 Dorsoduro 30123 Venezia (Accademia, Vaporetto n.1 e n.2)
Curatore: Yongwoo Lee
Artisti: Chung Chang-Sup, Chung Sang-Hwa, Ha Chong-Hyun, KIM Whanki,
Kwon Young-Woo, Lee Ufan and Park Seo-Bo
Organizzato da: Fondation Boghossian, Bruxelles
Contatti: Zoe Chun zoe@kukjegallery.com
Website www.venice-dansaekhwa.com


Siamo lieti di presentare Dansaekhwa, come parte degli Eventi Collaterali ufficiali della 56. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia. Curata daYongwoo Lee e organizzata dalla Fondation Boghossian in collaborazione con Kukje Gallery, Seoul e Tina Kim Gallery, New York, Dansaekhwa è una mostra di rilievo storico. Movimento artistico fondamentale della Corea del dopoguerra, Dansaekhwa è per alcuni aspetti accostato alla tradizione occidentale del monocromo e viene alle volte tradotto come “Scuola del bianco”. Ognuno degli artisti Dansaekhwa ha una filosofia unica e personale, tuttavia sono molti gli aspetti ricorrenti accomunano le loro opere. Questi includono un forte ideale estetico concentrato sull’unità tra l’artista e la natura, così come una ricerca molto raffinata nell’esecuzione del segno. Molti di questi riferimenti affondano le proprie radici nella filosofia taoista e in quella buddhista. Quest’enfasi per uno stile culturale locale venne politicizzata durante il XX secolo, quando l’identità coreana post-bellica si trovava in una condizione di mutamento radicale: è proprio in questi tempi tumultuosi che Dansaekhwa si è sviluppato, contribuendo alla formazione della storia dell’arte moderna in Corea. Nonostante sia un movimento specificamente radicato in un contesto culturale coreano, Dansaekhwa presenta delle importanti connessioni formali e concettuali con analoghi movimenti artistici in Giappone e in Occidente, tra cui: Gutai, Mono-ha ed Espressionismo Astratto.

In mostra verranno esposte le opere dei principali maestri che definirono lo sviluppo di Dansaekhwa negli anni Settanta, in modo da delineare le basi concettuali fondamentali per la comprensione di questo movimento artistico. La mostra esplora un gruppo di artisti, oggetto di un rinnovato interesse sia in Corea sia a livello internazionale, il cui lavoro di straordinaria bellezza e solido impegno politico continua ad avere una profonda influenza sull’arte contemporanea. Gli artisti partecipanti sono: Chung Chang-Sup, Chung Sang-Hwa, Ha Chong-Hyun, KIM Whanki, Kwon Young-Woo, Lee Ufan e Park Seo-Bo.

Yongwoo Lee ha organizzato questa mostra per tracciare lo sviluppo di Dansaekhwa. Se da un lato si tratta di un movimento artistico fondamentale che ha avuto influenza durevole, Dansaekhwa continua tuttora ad essere un contesto di riferimento vitale attraverso il lavoro di molti degli artisti che lo fondarono e che continuano la propria produzione artistica. Per questa ragione il curatore ha deciso di focalizzare l’attenzione sull’evoluzione del movimento nel corso di cinque decadi, dal 1960 fino ai giorni nostri. Includendo opere eseguite in periodi differenti, il curatore intende sottolineare come un certo contesto sociale in Corea abbia influenzato lo sviluppo e la ricezione pubblica di Dansaekhwa.

Per evidenziare i molti temi che sono stati associati a Dansaekhwa, tra cui l’enfasi per le composizioni monocromatiche e l’utilizzo innovativo dei materiali, il curatore ha incluso un gruppo di opere dell’artista KIM Whanki, eseguite negli anni Sessanta. Artista meno conosciuto all’estero, questa è un’opportunità unica per comprendere il ruolo decisivo che Kim Whanki ha avuto nella scena artistica coreana post-bellica, contribuendo con le proprie opere e idee allo sviluppo di Dansaekhwa.

La mostra si svolgerà lungo i tre piani di Palazzo Contarini-Polignac, lo splendido edificio cinquecentesco affacciato sul Canal Grande. Yongwoo Lee ha scelto di utilizzare questo edificio per presentare la mostra, impiegandone tutti gli spazi per contestualizzare le diverse fasi del movimento o un artista specifico. Seguendo questo criterio, il piano terra verrà dedicato a un lavoro scultoreo completamente nuovo commissionato a Lee Ufan.

La mostra esporrà opere storiche, dagli inizi di Dansaekhwa, ai lavori più recenti. Includendo un’estensione di pratiche di studio artistico che abbracciano svariate decadi, Yongwoo Lee è riuscito a delineare le idee in evoluzione e le continue tensioni del Dansaekhwa contemporaneo. In aggiunta, verrà mostrata la registrazione di un’importante conferenza su Dansaekhwa tenutasi nel Gennaio 2015, per coinvolgere il pubblico e tracciare una prospettiva storica necessaria rispetto alla nascita del movimento e al dibattito ancora in corso riguardo alla sua influenza. Accompagnata da materiale d’archivio, materiale di ricerca ed ephemera, l’esibizione è la prima presentazione accademica rigorosa di Dansaekhwa a essere tenuta fuori dalla Corea e sarà un passaggio fondamentale nell’affermazione su scala internazionale di questo movimento artistico. 

Un catalogo completo verrà pubblicato per accompagnare questa mostra storica e includerà saggi critici ad opera di importanti studiosi tra cui: Yongwoo Lee, Presidente della International Biennial Association; Alexandra Munroe, Samsung Senior Curator presso il Guggenheim Museum di New York; Melissa Chiu, Direttrice presso lo Smithsonian’s Hirshhorn Museum e Sculpture Garden a Washington, D.C.; Joan Kee, Professore Associato presso la Michigan University, Ann Arbor; Doryun Chong, Curatore presso M+ Museum, Hong Kong e Jeremy Lewison, Ex-Direttore delle collezioni presso Tate.

Dr. Lee Yong Woo è stato professore di Storia dell’arte e Teoria critica presso la Korea University e ha tenuto lezioni presso numerose università negli Stati Uniti e in Europa. Nel 2004 è stato direttore artistico della Gwangju Biennale in occasione del decimo anniversario ed è stato Presidente della Gwangju Biennale Foundation dal 2008 al 2014.

La Fondazione Boghossian è un’organizzazione non-profit con sede a Bruxelles, creata nel 1992 da Robert Boghossian e dai figli Jean e Albert. Nel 2006 la fondazione ha acquisito Villa Empain per trasformarla in un centro per le arti e il dialogo interculturale tra Oriente e Occidente. Villa Empain ha aperto le porte al pubblico nel 2010: a partire da questa data ha ospitato importanti mostre d’arte, conferenze, convegni internazionali e altre attività legate alla propria mission. La fondazione finanzia inoltre progetti di natura sociale, educativa, artistica e ambientale.

Palazzo Contarini Polignac: Affacciato sul Canal Grande tra il ponte dell’Accademia e Palazzo Barbarigo, Palazzo Contarini Polignac è un esempio superlativo di architettura del primo Rinascimento. Progettato dall’architetto Giovanni Buora, la sua meravigliosa facciata in marmo richiama il classicismo toscano. I suoi interni hanno ospitato celebri salons artistici durante il XX secolo.